In un precedente post abbiamo trattato della genesi del Missus in Friuli. Completiamo condividendo alcuni dei toni cd. “patriarchini” di questo antico canto. Non trattiamo delle composizione sorte nell’800 ad opera, ad esempio, dei famosi G.B. Candotti o J. Tomadini1: tali composizioni, che riflettono il gusto cameristico-operistico dell’epoca, se pur si prestano ad una esecuzione dialogica che esprime bene l’alternanza delle voci protagoniste, tuttavia rischiano di esprimere fin troppo l’immagine di una rappresentazione teatrale, con tonalità a volte drammatiche2. Rispecchiano e rispettano molto di più la storia del Missus le antiche melodie aquileiesi considerando altresì i numerosi toni sorti per cantare questa pagina evangelica.
Come il Lettore avrà intuito, il canto patriarchino è il canto proprio della chiesa di Aquileia, che, nonostante peripezie e soppressioni, è giunto ancora fino a noi. Come indicazione generale – riservandoci di trattarne in futuro3 – si tratta per lo più, fino alle raccolte del secolo scorso, di un patrimonio di trasmissione orale, popolare (sebbene composto con rigore), con un “ethos” tipicamente orientaleggiante, con movenze ritmiche incantevoli e libere, costruzioni modali e plurimodali. Si tratta di un canto diffuso ancora oggi in numerose Parrocchie del Friuli storico (e anche fuori dai confini regionali) ed in cui troviamo Inni, Salmi, Invitatori, Responsori, Antifone, Epistole, Vangeli, Lezioni dei Mattutini, Litanie, Sequenze, Tratti, Graduali, Orazioni.
Anche il Missus è ben presente nella tradizione patriarchina, anzi: è uno dei testi più musicati. Sono ben 22 le intonazioni di cui abbiamo notizia certa: ma il numero è destinato senz’altro a crescere poiché molti sono eseguiti, ma mai trascritti oppure di recente sono andati perduti e sopravvivono solo nella voce di qualche anziano.

Del Missus possiamo affermare che vi sia un’origine melodica comune, “melodie tutte assai suggestive e venerande, quasi tutte in modo dorico e spontaneamente armonizzate dallo stesso popolo che improvvisa la medesima armonizzazione con un gusto davvero raro e singolare”4. Oggidì la maggior parte delle armonizzazioni è ben definita, solitamente con i tipici intervalli di terza (a volte di quinta); non mancano tuttavia in alcuni paesi uomini e donne (tra i più capaci) che ancora improvvisano sulla melodia creando armonizzazioni distinte o che aggiungono una terza voce (Alto) alle due già presenti5. In ogni caso questa radice comune è ben individuabile nei fraseggi, nelle cadenze e nei melismi: tutti i Missus patriarchini aquileiesi seguono questo schema. Ma non per questo vi è uniformità né di melodia, né di tonalità, né di stile!
Questi elementi, invece, sono riconducibili ai luoghi in cui essi sono nati. Un paese infatti può avere un Missus più o meno differente da quello del paese vicino, ma sicuramente diverge se da questo paese ci si allontana, ad esempio da una vallata della Carnia ad un altra, o dalla montagna alla pianura. Ciò è dato dal fatto che le Parrocchie odierne un tempo facevano capo a diverse Pievi matrici che hanno sviluppato forme tipiche proprie di “patriarchino”. Così, ad esempio, il Missus che si canta ad Ovaro sarà sensisbilmente diverso da quello cantato a Piano d’Arta, sempre in Carnia, mentre somiglierà a quello di Cercivento che si trova nella stessa valle di Piano, ma che storicamente ha sempre fatto parte della Pieve di Gorto e non di quella Prepositurale di Zuglio6.
Non vogliamo dilungarci troppo: vogliamo lasciare al lettore il tempo di ascoltare da solo i Missus che proponiamo.
Di seguito sono elencati quelli che l’Autore ha cantato o di cui ne conosce l’esistenza, di quelli di cui ha trovato traccia, così come di quelli che esistevano, ma che sono scomparsi: infine di quelli eseguiti, ma non trascritti7. Dividiamo i canti in macro zone e successivamente in riferimento alle Pievi che determinano, come detto, una comunanza di stile.
Per quanto riguarda l’esecuzione a volte sarà cantato da un coro misto, a volte da soli uomini (le antiche Cantorie), a volte, ed è il caso più comune, da tutto il popolo dei fedeli.
Nella sezione Risorse del nostro sito, inoltre, sono stati caricati gli spartiti di alcuni dei toni di Missus trascritti sul testo di Ernetti, Canti sacri aquileiesi della tradizione orale.
Carnia e Val Resia
Pieve di San Pietro in Zuglio
Piano d’Arta: https://www.youtube.com/watch?v=qFE3CQ7boaI
Pieve di S. Maria di Gorto
Gorto di Ovaro: https://www.youtube.com/watch?v=xQwCFOsTMVg
Rigolato: https://www.youtube.com/watch?v=o-GF31AdqUc
Liariis di Ovaro: https://www.youtube.com/watch?v=eNUV7gUVK1Y
Givigliana di Rigolato: https://www.youtube.com/watch?v=u30XvRCQd1c
Cercivento https://www.youtube.com/watch?v=sS7dAHmvYoE
Chiesa di San Daniele in Paluzza8.
Timau/Tischlbong: https://www.youtube.com/watch?v=xln67A_8w6w
Treppo Carnico: https://www.youtube.com/watch?v=H3ucqTP1WxQ
Cleulis (trascritto, presente nel file caricato nella sezione Risorse)
Pieve della B.V. Maria del Rosario in Forni di Sotto
Forni di Sotto: https://www.youtube.com/watch?v=nPTES8oh01c
Pieve di S. Floriano in Illegio
Illegio: https://www.youtube.com/watch?v=rMJf_R3_M30
Imponzo di Tolmezzo (soppiantato dal Candotti, non trascritto, ma conosciuto)
Cadunea (soppiantato dal Candotti, non trascritto, ma conosciuto)
Abbazia di Moggio
Oseacco di Resia – Rozajanska Dolina https://www.youtube.com/watch?v=_5C-_BVBGFc
Friuli – goriziano9
Chiopris: https://www.facebook.com/comunitapastoraliriunite/videos/missus-est-a- chiopris/560268335476772/
Joannis: https://www.facebook.com/comunitapastoraliriunite/videos/missus-est- joannis/558785388958787/
San Vito al Torre: https://www.facebook.com/comunitapastoraliriunite/videos/missus- est-a-san-vito/2059244100935403/
Visco: https://www.youtube.com/watch?v=si55MiADzrc
Friuli orientale e pedemontano
Remanzacco (trascritto, presente nel file caricato nella sezione Risorse)
Alesso di Trasaghis (trascritto, presente nel file caricato nella sezione Risorse)
Cadore (BL)
Anche in Cadore sopravvivono lacerti di canto patriarchino. Emblematico è il caso di Zoppè di Cadore dove ancora vi sono molti canti in patriarchino; ma anche in altri paesi si possono sentire ancora le antiche melodie.
Zoppè di Cadore: https://www.youtube.com/watch?v=wvEhfAwjWE4
Vigo di Cadore: https://www.youtube.com/watch?v=g4zpvFbYOLk
- Compositori tra ‘800 e ‘900 che hanno composto Missus sono: A. Zorzi, D. Pecile, F. Comencini, L. Marzona, V. Franz, G.B. Cossetti, A. Foraboschi, G. Pigani, I. Trinko, A. Perosa, O. Rosso. ↩︎
- Tant’è che piuttosto che messa in scena a volte si ha una messa in oscena! Del Missus di G.B. Candotti si leggano le prime battute dopo le parole di saluto dell’Arcangelo, le quali sì rendono bene lo stupore della Vergine, ma col retrogusto di una “Sehnsucht” romantica ben poco liturgica! Per di più si consideri concretamente la prassi esecutiva in molte Parrocchie: viene cantato un brano stilisticamente romantico senza accompagnamento di organo o di harmonium, senza adeguato fraseggio o respiro (la gente fa come può!). La resa musicale da drammaturgica diventa tragicomica! Invece la melodia “patriarchina” è nelle corde vocali e negli animi dei friulani: le melodie, le armonie, la cantabilità, il fraseggio, le cadenze ecc. sono parte di quella cultura locale che hanno dato vita ad un canto liturgico semplice, ma profondo, popolare, ma non banale. ↩︎
- Avvremmo dovuto prima fare un post sul canto patriarchino in generale, ma ci è parso più logico chiudere il cerchio attorno alla Novena. ↩︎
- Canti sacri aquileiesi della tradizione orale (ERNETTI P. o.s.b., ed.), in Jucunda laudatio XVI.XVII (1978-1979), 22. ↩︎
- Tale è il caso della modalità dell’esecuzione dei cantori di Rigolato nelle ultime sillabe della frase o come quelli di Cercivento che adoperano l’Alto per la voce della Vergine. ↩︎
- Ad esempio: utilizzando i link in descrizione si ascoltino i Missus di Rigolato, Givigliana e Liariis: tutti terminano la frase con un melisma tipico del gortano che in altre zone della Carnia non si sente. ↩︎
- Per alcune trascrizioni vedasi Cjant patriarchin de tradizion orâl (CJARGNEL J. ed.), Villanova di San Daniele, 2007, 129-136. ↩︎
- In questo caso non è una Pieve, e si potrebbe ricondurre a Zuglio. Tuttavia anche nei Salmi e negli altri canti liturgici ci sono delle sfumature che distinguono le parrocchie staccatesi dalla chiesa di Paluzza da quelle della restante Valle della Bût. ↩︎
- Essendo l’Autore di questo post più avezzo alle cose della Carnia non si esprime sulle origini storiche di queste melodie, ma soltanto sulle loro collocazioni geografiche. ↩︎






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