Ieri, 8 dicembre, ricorreva la festa dell’Immacolata Concezione, elevata a giorno di precetto il 6 dicembre 1708 da Papa Clemente XI con la bolla Commissi Nobis Divinitus, nella quale chiaramente si legge: “Mandatur ut Festum Conceptionis beatae Mariae Virginis Immaculatae de praecepto ubique observetur”.

Non è nostra intenzione addentrarci a discutere la teologia dietro a quello che, dal 1854, è diventato un dogma di fede1, trattandosi di una questione molto complessa sulla quale le opinioni dei Santi e dei Dottori della chiesa erano inizialmente profondamente discordi2. Nostro obiettivo è, invece, quello di fare alcune riflessioni circa la storia e le regole liturgiche che hanno caratterizzato e normato la celebrazione di questa festa. Non sarà sfuggito a nessuno il fatto che ieri, pur essendo domenica,  in tutte le chiese d’Italia di rito romano (sia secondo il Vetus che il Novus Ordo) si è celebrata la messa (in bianco) dell’Immacolata Concezione (con la commemorazione della II domenica d’Avvento) e non la messa (in viola) della domenica (con il trasferimento della Festa dell’Immacolata al 9 di dicembre)!

Prima di iniziare a trattare la questione, risulta però interessante far notare come la Festa venne inizialmente adottata in Occidente per volere di Papa Sisto IV, nel 1476: l’Ufficio fu composto da Leonard de Nogarolis, mentre i Francescani adottarono la versione composta da Bernardino de’ Bustis. Meno di un secolo dopo, si colloca la decisione presa da Papa San Pio V di rimuovere, alla pubblicazione dei libri liturgici tridentini, l’aggettivo “Immacolata” da tutti i testi della Messa3 e dell’Ufficio; nel fare ciò è indubbio che egli fosse mosso anche dalla sua contrarietà, resa più volte esplicita, al concetto di “Immacolata Concezione”4.

Papa Sisto IV, ritratto dal Tiziano

In ogni caso, sebbene il dibattito fosse particolarmente acceso e divisivo5, l’importanza di questa festa crebbe considerevolmente nel tempo, tant’è che, con l’intervento di Papa Innocenzo XII nel 1693, l’Immacolata fu dotata di un’ottava comune e, successivamente, divenne appunto festa di precetto per volontà, come spiegato all’inizio di questo scritto, di Papa Clemente XI. Ovviamente, per la storia di questa festa centrale fu l’intervento di Pio IX che, non solo proclamò il dogma dell’Immacolata, ma intervenì anche liturgicamente, dotando la messa e l’Ufficio di nuovi testi liturgici nel 18636.

Un messale domenicano ove si può notare che il nome della festa era Sanctificatio B.M.V.

In ogni caso, fino alla riforma di Papa Pio X del 1911, nell’eventualità in cui la festa fosse caduta in una domenica d’Avvento, sarebbe stata sempre quest’ultima a prevalere e questo perché le domeniche di Avvento (e di Quaresima) hanno tradizionalmente la precedenza su qualunque festa (con le uniche eccezioni della festa di un patrono o della dedicazione). Dal 1911 e quindi dalla riforma liturgica che apportò Papa Pio X (sulle cui conseguenze avremo sicuramente modo di occuparci in futuro), invece, qualunque festa duplex di I classe ha la precedenza sulla domenica. Verrebbe da chiedersi quale sia il criterio dietro a queste decisioni che portano ad impedire la celebrazione di una domenica di un tempo penitenziale così significativo nella liturgia latina (si tenga a mente che la prassi bizantina non conosce un tempo liturgico codificato che precede il Natale). Le domeniche di Avvento e di Quaresima sono sempre state privilegiate su qualunque altra celebrazione, proprio per il loro carattere squisitamente penitenziale e l’Avvento in particolare ci dovrebbe indurre a meditare non tanto sulla venuta di Cristo nel Natale, quanto sull’attesa della Sua seconda venuta sulla terra (si pensi che Papa Innocenzo III riteneva che il colore più appropriato per la celebrazione di questo tempo liturgico fosse il nero). Pertanto, seguendo uno schema tradizionale -dal momento che quest’anno si è verificata la coincidenza della domenica con la festa- l’Immacolata avrebbe dovuto essere traslata al primo giorno libero, ossia ad oggi, 9 dicembre. Quale, dunque, sarebbe la ragione e la logica dietro alla decisione di interrompere bruscamente un tempo penitenziale nel quale viene omesso, in segno di austerità, persino il canto del Gloria in excelsis? Forse è la volontà di adeguare la sacra liturgia, le cui regole si codificano e si scrivono mediante la tradizione, a devozionalismi (i cui frutti a livello privato e personale nessuno ha qui l’ardire né l’intenzione di mettere in dubbio) che nulla hanno a che vedere con la scienza liturgica? Paradossalmente, nel nuovo messale del 1969 la domenica d’Avvento avrebbe la precedenza sulla festa dell’Immacolata, eppure la CEI emette ogni volta un decreto apposito per invertire l’ordine d’importanza delle cerimonie, quasi come fosse impossibile nella mentalità odierna “non celebrare la Madonna”. Forse che “la pastorale” sia oggi considerata più importante della liturgia? O non è vero, al contrario, che la liturgia è la miglior pastorale?

La crisi della liturgia, piaccia o no, non è iniziata con la pubblicazione dei testi liturgici del Novus Ordo, ma ha cause molto più radicate e profonde: già il messale del 1962 contiene evidenti contraddizioni rispetto alla tradizione liturgica romana; è bene sottolineare che, ad una più attenta analisi, furono proprio le riforme compiute (in particolare modo al Breviario) da Papa San Pio X (la cui santità e buona fede nessuno mai oserebbe mettere in discussione) a spianare la strada al modernismo liturgico.

La riflessione, riteniamo, deve partire dallo studio e dall’analisi della storia della liturgia, delle sue regole e dei suoi meccanismi così come la Tradizione li ha trasmessi durante i secoli: la liturgia è materia viva, in cui opera attivamente lo Spirito Santo e questo fatto dovrebbe essere sempre impresso nelle nostre menti per spingerci a trattare uno dei maggiori doni di Dio con tutto il rispetto che merita.

Buona Festa dell’Immacolata!

  1. L’8 dicembre 1854, con la bolla  Ineffabilis Deus, Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione. ↩︎
  2. Per un rapido approfondimento della controversia http://traditiomarciana.blogspot.com/2018/12/considerazioni-sullimmacolata-concezione.html; ma si tenga a mente anche San Tommaso d’Aquino nella sua Summa Teologica si esprime contrariamente al dogma. ↩︎
  3. La Messa prevista per l’Immacolata dal Messale del 1570 di Pio V era quella della Natività, la Salve Sancta parens, la cui celebrazione è continuata con questi testi fino al 1863. ↩︎
  4. Per quanto comunque Papa Pio V condannò tra gli errori di Michele Baio anche il 73esimo: “Nemo, praeter Christum, est absque peccato originali: hinc Beata Virgo mortua est propter peccatum ex Adam contractum, omnesque eius afflictiones in hac vita sicut et aliorum iustorum fuerunt ultiones peccati actualis, vel originalis” (DENZ. 1073). ↩︎
  5. I domenicani, infatti, mantennero fino al 1622 l’espressione Sanctificatio B.M.V., dal momento che, seguendo il pensiero tomista, si erano sempre opposti a questo dogma, fin dal 1373, quando Giovanni di Montesono aveva pubblicato uno scritto, il Tractatus de conceptione B. Virginis, destinato a suscitare un grande scandalo nell’ambiente universitario parigino: le cose cambiarono quando il Papa Gregorio XV, impose la sostituzione anche per i domenicani dell’espressione Sanctificatio, costringendoli ad adottare il termine “Concezione”. Successivamente, Papa Paolo V vietò che chiunque affermasse pubblicamente che la Madonna fosse stata concepita con il peccato originale e Papa Alessandro VII, l’8 dicembre 1661, pubblicò la Sollicitudo omnium Ecclesiarum, con la quale si definiva in modo chiaro il significato del termine “Concezione” e si apriva la strada alla proclamazione del dogma. ↩︎
  6. Immaculatae Conceptionis B. M. V. novum Officium et Missa praescribitur Decreto generali 3119. ↩︎

9 risposte a “Appunti liturgici sulla festa dell’Immacolata Concezione”

  1. In rito ambrosiano la solennità dell’Immacolata Concezione viene traslata al 9 dicembre se nel giorno 8 ricorre la domenica.

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    1. Grazie della nota: ogni puntualizzazione è sempre bene accetta! Abbiamo provveduto a specificare nell’articolo che ci riferivamo al rito romano.

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    2. Anche se, in Duomo a Milano hanno celebrato la solennità e non della domenica.

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  2. PS: non sono pratico di questo sito e spero di non aver pubblicato più volte lo stesso commento. Nel caso, mi scuso infinitamente.

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  3. Innanzitutto complimenti per l’articolo, che occorrerebbe far leggere sia ai “liturgisti” moderni, che prontamente concedono la deroga alle rubriche vigenti nel Novus Ordo ogni volta che Festa e Domenica occorrono, sia ai cosiddetti tradizionalisti, le cui rubriche “antiche” non risalgono che al 1962, e di fatto sovvertono anche quelle precedenti tanto che se, e.g., il 6 dicembre fosse domenica, una chiesa dedicata a San Nicola dovrebbe dire la Messa dell’Avvento e non del Titolare. Mi permetterei, tuttavia, solo di fare una piccola precisazione: non fu Pio X a garantire a tutte le doppie di I classe la precedenza sulle domeniche di Avvento (esclusa la prima) e quelle di Settuagesima, ma questo cambio è avvenuto in precedenza, tra il 1888 e il 1906. Infatti, in un breviario che possiedo, datato 1888 è ancora presente la rubrica originale, mentre in un altro del 1906 (quindi prima di Divino Afflatu) è già presente la rubrica riformata. Vi auguro, comunque, una buona festa dell’Immacolata Concezione, giustamente traslata secondo le rubriche autentiche!

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    1. That is correct. The rubrics were changed by a decree of 11 December 1897 that allowed any Double of the First Class to take precedence over the 2nd, 3rd and 4th Sundays of Advent (and also the ‘Gesimas and the 2nd, 3rd & 4th Sundays of Lent) <i>Vide: ASS 30</i> pp. 433 seq.

      One of the commenters on my ‘blog suggested the change may have happened earlier but, to date, I have not found any decree.

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      1. Many thanks for the comment: we really appreciate any contribution and correction that can help to the deepening of any aspect of the liturgy!

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  4. Very interesting article with important reflections on history and liturgical rules.

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