In occasione del primo anniversario della nomina di Sua Eccellenza Riccardo Lamba quale nuovo Arcivescovo Metropolita di Udine, il 23 febbraio 2024, pubblichiamo uno studio del Molto Reverendo Pievano di Resia, don Alberto Zanier, riguardante il particolare colore rosso della Sede Udinese. Secondo l’uso tradizionale, infatti, l’Arcivescovo di Udine non indossa la porpora paonazza, né quella cardinalizia, bensì quella definita “patriarchina”, tinta unica ed esclusiva.

Lo studio, riportato interamente qui sotto, è stato anche inserito nella sezione “Risorse” del sito.

In copertina: Domenico Tintoretto, Ritratto del Patriarca di Aquileia Giovanni Grimani (fine XVI, inizio XVII sec.).

2 risposte a “De colore rubro utinensis antistitis vulgo “patriarchino””

  1. Perdonate ma se il patriarcato ha relazione con la petrinità della sede, non è anomalo e conseguente all’esempio di Mosca il fatto che per i 3 capitoli Aquileia pretese tale titolo che non poteva spettargli?

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    1. In realtà il breve saggio si concentra solo sul colore rosso della sede episcopale prima aquileiese e poi udinese e non sull’origine della sede patriarcale.
      Certamente è tricapitolino l’uso del Vescovo di Aquileia di fregiarsi del titolo patriarcale, ma, in ogni caso, il Patriarcato di Aquileia verrà riconosciuto tale a tutti gli effetti dal Sinodo di Pavia del 699 quando si ricompose la frattura. Non farà quindi meraviglia sapere, ad esempio, che al Concilio di Trento il Patriarca di Aquileia godeva di un posto d’onore tra i seggi degli Ecc.mi Vescovi in virtù della Sua riconosciuta e preminente dignità. E nessuno metterà in dubbio la dignità patriarcale anche quando coesisteranno per secoli, assieme, Aquileia e Venezia.
      Riguardo alla genesi del “patriarchino” rimandiamo al testo. Invece la “petrinità” da Lei citata ci conferma nella particolare dignità del colore della sede udinese vista l’affinità col diritto al rosso del Romano Pontefice.

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